
Le pressioni delle major convincono le autorità svedesi a ordinare il distacco di The Pirate Bay da Internet ad uno dei fornitori di servizio per la Baia tramite una decisione che da più parti viene interpretata come censura. The Pirate Bay torna online dopo poche ore ma questa volta insieme a centinaia di cloni che sono pronti a prendere il suo posto. Tutti questi eventi coincidono con un attacco a Internet non ancora chiarito e senza precedenti in Europa.
Le richieste di distacco di The Pirate Bay da Internet sulla base di favoreggiamento alla violazione del copyright a scopo di lucro sono state accolte dalle autorità svedesi che hanno ordinato al fornitore dei servizi di The Pirate Bay di disconnettere tutti i server dalla Rete.
Tali richieste, insieme a quelle per multe addizionali ai tre gestori di The Pirate Bay erano state ufficialmente avanzate il 27 luglio da Disney, Universal, Warner, Columbia, Sony, NBC e Paramount, sull’onda della parziale vittoria in primo grado di giudizio nella causa Warner et al. vs. The Pirate Bay (vittoria parziale in quanto gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di favoreggiamento alla violazione del copyright, non di violazione del copyright, accusa quest’ultima che era stata fatta cadere per evidente insostenibilità dagli stessi avvocati delle major) e condannati ad un anno di carcere e ad una multa totale di circa 4 milioni di dollari.

Inoltre, a seguito dell’indagine condotta dalla Swedish Enforcement Authority, sempre dietro richiesta delle major al fine di ottenere il pagamento della multa, è emerso ufficialmente che i quattro non possiedono nulla di The Pirate Bay, né che possiedono alcun bene sequestrabile.
Sotto la minaccia di una multa di circa 50.000 €, il fornitore Black Internet ha dato seguito alla richiesta di distacco. Quest’ultima è curiosamente arrivata a soli tre giorni dalla data in cui la Global Gaming Factory X avrebbe dovuto effettuare almeno la prima parte di pagamento dei circa 7 milioni di dollari (suddivisi in liquidi ed azioni) per l’acquisizione del dominio e del software di gestione del sito e curiosamente ha coinciso con una giornata in cui l’infrastruttura della Rete in Svezia è stata seriamente compromessa per cause ancora sconosciute.
The Pirate Bay, con il blog, i forum, i tracker torrent (che coordinano, ma che tecnicamente non sono indispensabili né strettamente necessari, lo scambio dei file presenti nei computer degli utilizzatori, non del sito) e i tanti blog degli utenti ospitati gratuitamente, che rappresentano un grande strumento di libertà di espressione e di informazione, è risultato nel giro di poche ore inaccessibile da tutto il mondo grazie al blocco di routing operato dal fornitore.
Il leader del PiratPartiet svedese, la quinta forza politica in assoluto e la terza forza politica giovanile del paese, Rickard Falkvinge, ha definito l’operazione come “assolutamente ridicola”, affermando che la “Corte si ritiene al di sopra della Costituzione” e ha sottolineato come la legge sul copyright sia ormai insostenibile e sia arrivata a compromettere la libertà di espressione.
Intorno alla metà di agosto l’intero database di The Pirate Bay era stato copiato, organizzato e distribuito tramite BitTorrent. Attualmente la distribuzione ha raggiunto migliaia di “completi”: ciò significa che in giro per il pianeta esistono attualmente migliaia e migliaia di copie identiche del nucleo essenziale di The Pirate Bay, facilmente interfacciabili, per esempio, con il World Wide Web. Su Sourceforge è comparso inoltre un archivio contente tutte le pagine html di TPB per rendere il compito ancora più agevole.
Molti amministratori hanno già valutato la possibilità di mettere gratuitamente a disposizione questo database libero, ed alcuni hanno già preparato interfacce perfettamente funzionanti utilizzabili da qualsiasi utente, esattamente come se si fosse sull’originale The Pirate Bay. Alcune di esse sono già operative, altre sono “dormienti” e secondo indiscrezioni non confermate potrebbero attivarsi in caso di bisogno.
In sostanza, se la popolazione mondiale dei file sharer, che secondo stime per difetto supera i 200 milioni di individui, dovesse sentirne il bisogno, cloni identici, o magari migliori, di The Pirate Bay sorgeranno a centinaia in decine e decine di paesi del mondo, simbolo di libertà e utile strumento per la circolazione della cultura, dell’arte, delle informazioni e delle idee.
The Pirate Bay è tornato online dopo poche ore, per poi tornare nuovamente offline prima a causa di un problema di routing causato da un errore di configurazione negli announce di Black Internet, poi per un problema tecnico piuttosto serio correlato alla fibra ottica.
The Pirate Bay ora è nuovamente online anche se a regime ridotto a causa di seri problemi tecnici che stanno coinvolgendo sia il nuovo fornitore di servizi (rottura fibra ottica) sia gran parte della rete in Svezia (durante la notte migliaia di siti svedesi sono rimasti irraggiungibili per cause tuttora non meglio specificate e nel momento in cui stiamo aggiornando il presente articolo la situazione non è affatto normale e Black Internet denuncia un esteso sabotaggio alla propria infrastruttura, coincidente con il distacco di The Pirate Bay, che avrebbe causato danni molto ingenti). I ragazzi di The Pirate Bay avevano pubblicato sulla home page una maglietta, che vedete qui sotto, che probabilmente sarà recapitata a coloro che hanno richiesto la disconnessione del sito da Internet.
La scritta sulla maglietta dice: “Ho impiegato mesi e speso milioni di dollari per far chiudere The Pirate Bay e tutto quello che otterrò è questa splendida maglietta!” In basso a destra “Con amore: The Pirate Bay”.
Concludiamo con un brano del grande Cory Doctorow, scritto all’indomani della sentenza di condanna ai ragazzi di The Pirate Bay:
“Ad ogni ulteriore attacco, l’industria dell’intrattenimento forza questi servizi verso architetture che sono più difficili da sorvegliare e da chiudere. E con ogni attacco, l’industria crea dei martiri che ispirano gli utenti verso un’opposizione ideologica contro l’industria dell’intrattenimento, trasformandoli in persone che attivamente disprezzano queste società e desiderano la loro rovina. [...]
Si tratta di una corsa per trasformare un simbionte relativamente benigno in un pericoloso batterio resistente agli antibiotici che si dedica alla loro distruzione.”

4 Responses
Pingback by limE OS
25 agosto 2009 alle 14:23
[...](e diffondete) l’articolo completo di scambioetico.org su quanto sta accadendo alla Baia.[...]
Commento by Pizza
25 agosto 2009 alle 16:08
Bell’articolo…
Sono curioso di vedere in quanti si iscriveranno al partito pirata (svedese ovviamente) dopo quest’ennesima ingerenza da parte di corporazioni straniere (americane).
http://www.piratpartiet.se/medlemsantal
Pingback by Netizen
28 agosto 2009 alle 23:46
[...] come aggirare i controlli Microsoft sulle copie contraffatte di Windows, ci pensavo anche leggendo le ultime nuove sulla saga giudiziaria di The Pirate Bay (cui dedico l’immagine di [...]
Pingback by Mondo Digitale
8 settembre 2009 alle 15:18
[...] scambioetico.org Pubblicato in Uncategorized. The Pirate Bay: l’indistruttibile [...]
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