TNT blogOggi è stata ufficialmente proposta, da esponenti di tutti i gruppi, la risoluzione comune del Parlamento Europeo contro ACTA che verrà votata domani in sessione plenaria a Strasburgo [EDIT - aggiornamento: la risoluzione è stata approvata con 633 voti favorevoli e 13 contrari]. Quasi contemporaneamente è stata presentata ieri una dichiarazione scritta complementare. Ci sono 90 giorni di tempo per raccogliere le firme del 50% +1 dei parlamentari europei e fare così della dichiarazione la posizione ufficiale di tutto il Parlamento.


Riferimento rapido: cosa fare per invitare i propri europarlamentari a firmare la dichiarazione scritta su ACTA.

Nella tarda mattinata di oggi è stata presentata la risoluzione comune del Parlamento concernente ACTA, che verrà discussa in serata e votata domani, 10 marzo, in sessione plenaria (testo della risoluzione approvata quasi all’unanimità)

La risoluzione è stata proposta da parlamentari di tutti i gruppi europei eccetto l’EFD, e fra le altre cose richiede l’immediato rilascio dei documenti segreti concernenti ACTA. Il Parlamento ricorda alla Commissione che quest’ultima ha l’obbligo legale, fin dal 1 dicembre 2009, di informare pienamente e tempestivamente il Parlamento stesso durante tutte le fasi dei negoziati internazionali, esprime preoccupazione in merito alla mancanza di trasparenza, che tradisce lo spirito e la lettera del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, e comunica che, in caso di ulteriore protrarsi della mancanza di informazione, prenderà le azioni appropriate, fra cui portare il caso di fronte alla Corte di Giustizia.

Nel merito del contenuto di ACTA, la risoluzione stabilisce l’opposizione del Parlamento a qualsiasi soluzione 3-strikes (disconnessioni da Internet automatiche degli utenti sospettati di violazione del copyright) e a qualsiasi perquisizione obbligatoria alle frontiere di lettori MP3, computer e telefoni cellulari (dalle fasi meno recenti dei negoziati appariva che ACTA imponesse la perquisizione di quegli strumenti, anche nei bagagli a mano, da parte della polizia di frontiera alla ricerca di file multimediali, e in caso di ritrovamento di file di quel tipo e in assenza dell’immediata dimostrazione sul posto di legittimo possesso da parte del proprietario, la confisca o la distruzione dello strumento: dagli ultimi documenti trapelati appare che i negoziatori della Commissione Europea siano contrari a tali disposizioni).

Ieri, 8 marzo, è stata inoltre presentata una dichiarazione scritta (la 12/2010) che è il perfetto complemento a tale risoluzione. Questa dichiarazione, se firmata dal 50% +1 dei parlamentari entro 90 giorni, diventerà la posizione ufficiale del Parlamento Europeo.

Quindi è di primaria importanza convincere i nostri europarlamentari a firmare la dichiarazione; il fatto che essa sia stata proposta da parlamentari di gruppi che coprono un largo spettro degli orientamenti politici (S&D, ALDE e PPE) ne fa un testo di grande impatto e super-partes.

Ricordiamo il link alle FAQ su ACTA e infine vi rimandiamo alla pagina del wiki de La Quadrature du Net, preparata in italiano da Yanfry, invitandovi a dedicare 5 minuti del vostro tempo per diventare parti attive nel difficile processo di salvataggio di Internet:


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Sempre grazie a Yanfry, è disponibile la pagina degli eurodeputati italiani divisi per circoscrizione, con relativi numeri di telefono, fax ed indirizzi e-mail. Non esitate a contattare i vostri europarlamentari per convincerli a firmare la dichiarazione 12/2010.

AGGIORNAMENTO INTERROGAZIONE ORALE 9 MARZO

Nell’interrogazione orale al Commissario De Gucht, responsabile dei negoziati ACTA, durante la sessione plenaria nella tarda serata del 9 marzo, numerosi europarlamentari hanno usato parole forti. Ecco alcune frasi particolarmente significative:

Sayed Kamall: “Non possiamo continuare ad avere informazioni dai blog, abbiamo bisogno dei documenti”.

Christian Engstrom: “Riconosco al commissario il merito di aver portato i cittadini ad interessarsi della politica dell’Unione. I cittadini sono furiosi, perché vedono i loro interessi e diritti prevaricati dagli interessi delle grandi industrie. Vorrei ricordare al sig. Commissario che questo è un Parlamento, non uno zerbino”.

Eva-Britt Svensson: “Trovo preoccupante che il Commissario possa difendere segretezza e confidenzialità quando sono in gioco i diritti fondamentali dei cittadini. Fermate i negoziati finché tutti gli atti e i documenti non vengono resi pubblici. Questa è democrazia”.

Laurence Stassen: “ACTA viola il principio di sussidiarietà e alimenta una cultura di sospetto e segretezza. Vi riunite in una cucina puzzolente a porte chiuse per elaborare ricette velenose”.

Zuzana Roithova: “Se il Parlamento sarà messo di fronte ad un fatto compiuto, sarà costretto a rigettare ACTA”.

Jan Albrecht: “Se non avete la garanzia di rispettare il Trattato di Lisbona, abbandonate i negoziati. Lo scandalo è che il Trattato è violato fin dal 1 dicembre [giorno di entrata in vigore]“.

Patrick Le Hyaric: “Sig. Commissario, ci sta raccontando una favola. Trovo folle che la giustizia debba essere delegata ad attori privati. State mischiando imposizione dei diritti di proprietà intellettuali con violazioni dei diritti fondamentali”.

Emine Bozkurt: “Sig. Commissario, ha aperto un canale di comunicazione con il Commissario Reding? [Commissario per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la cittadinanza]”

Eva Lichtenberger: “Sig. Commissario, finché tenete i negoziati dietro porte chiuse, non avete credibilità”.

Catherine Trautmann: “I documenti trapelati dimostrano che ACTA non rispetta né nella forma né nella sostanza i diritti fondamentali e l’Acquis dell’Unione. Sono certa che se la situazione non cambierà, il Parlamento avrà la forza di rigettare ACTA così come ha fatto con SWIFT”.

Joao Ferreira: “ACTA vuole solo proteggere il business e le finalità nascoste dell’industria contro il pubblico interesse, è sotto gli occhi di tutti”.

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