Il Rapporto Gallo è stato questa mattina approvato all’interno del Comitato JURI del Parlamento Europeo con una maggioranza di 13 favorevoli e 8 contrari. Respinti quasi tutti gli emendamenti migliorativi. Complice il voltafaccia dei MEP del gruppo ALDE (che con una sola eccezione hanno votato come l’EPP), in un’aula che vedeva presenti tutti i lobbisti dell’industria, i talebani del copyright riportano un’importante vittoria. I rappresentanti di S&D, Verdi e GUE soli a difendere i diritti fondamentali dei cittadini europei.
Veleggia senza troppi scossoni verso la sessione plenaria il rapporto Gallo, oggi approvato senza emendamenti migliorativi dal Comitato JURI al Parlamento Europeo. La sarkozyana rapporteur MEP Gallo è riuscita abilmente a presentare una falsa versione di compromesso, definendo i suoi stessi emendamenti come “di compromesso”. Mrs Gallo ha inoltre architettato un ordine di voto (una facoltà legittima di cui talvolta i rapporteur abusano) che ha provocato la caduta di molti ottimi emendamenti indigesti all’industria senza che questi potessero arrivare alla votazione. Tuttavia è risultato determinante l’apporto dei rappresentanti del gruppo ALDE (Alleanza Europea dei Liberali e Democratici) che hanno abbandonato i cittadini europei per schierarsi con il PPE (rappresentanti italiani in JURI del PPE: MEP Antoniozzi -Popolo della Libertà-, MEP Baldassarre -Popolo della Libertà- e MEP Bartolozzi -Popolo della Libertà-) a fianco delle grandi corporazioni del copyright, le quali avevano schierato in aula tutti i propri lobbisti.
Si tratta di un preoccupante cambio di direzione di un gruppo che storicamente ha sempre difeso i diritti fondamentali dei cittadini. I Verdi, GUE/NGL (Nordic Green Left) e S & D (Socialisti e Democratici) sono invece rimasti coerenti con la visione di un’Unione Europea che ponga sopra ad ogni altra cosa i diritti fondamentali e il benessere dei cittadini.
Il rapporto Gallo non ha valore legislativo, ma se verrà approvato in sessione plenaria sarà un importante segnale politico: semaforo verde da parte del Parlamento alla Commissione per giungere, con una nuova direttiva di enforcement (IPRED-2/bis o la stessa IPRED-2) all’equiparazione della contraffazione commerciale al file sharing privo di scopo di lucro e alla creazione di una polizia privata del copyright, misure che mirano essenzialmente a soffocare la libertà di espressione in Internet, a disconnettere le persone sospettate di violazioni, e a minacciare di lunghi anni di carcere coloro che ideologicamente o tecnicamente incitano o favoriscono la violazione del copyright (un primo passo per far diventare i dissidenti del copyright colpevoli di reato d’opinione? non si tratta di un’ipotesi tanto peregrina visto che già ora, in diversi paesi del mondo, l’industria del copyright tenta di far passare, a colpi di decine di cause legali, il concetto di “reato di link” e di “reato di pubblicazione di numeri segreti”).
Tutti i citati passaggi saranno probabilmente accelerati, perché non sono altro che la preparazione del quadro legale europeo ai voleri delle industrie americane: lo scopo è di preparare il terreno per la ratifica di ACTA, con le catastrofiche conseguenze per Internet, le piccole imprese, il software libero e i privati di cui abbiamo ampiamente parlato. Il voto di oggi dimostra che il potere della lobby del copyright è aumentato dai tempi del Telecoms Package e che le industrie hanno rafforzato la propria posizione all’interno del Parlamento, riuscendo ad influenzare in maniera ancora più efficace che in passato le decisioni di un intero Comitato. Secondo La Quadrature du Net, l’adozione del rapporto mostra che “il Parlamento può essere incapace di apprezzare la necessità di riformare il copyright e il suo enforcement in una direzione che sia utile allo sviluppo di un’economia della creatività e della società”. Solo tramite una massiccia mobilitazione di cittadini ed attivisti che metta chiaramente in luce le responsabilità dei nostri rappresentanti sarà possibile scongiurare questo pericolo.
Parafrasando Edmund Burke, non viviamo in tempi in cui i buoni possano permettersi di non agire.
Per l’ordine e il risultato di voto di ogni singolo emendamento si vedano i tweet in tempo reale.
4 Responses
Commento by Enforce84
1 giugno 2010 alle 19:52
Ma quale rafforzamenti dal telecom package delle industrie…hanno solo raggirato e ingannato i parlamentari e uguale faranno con ACTA!E’ ora di reagire con l’informazione e non con la disinformazione…che ora vige molto abilmente mascherata la “cosa buona” da parte delle industrie…
Pingback by Topsy.com
2 giugno 2010 alle 01:11
[...] This post was mentioned on Twitter by Snigger, Alex. Alex said: Rapporto Gallo: importante vittoria degli integralisti del copyright [...]
Trackback by Luca Nicotra
2 giugno 2010 alle 16:56
Sconfitti, ed evidentemente incapaci di raccontare al Paese (e a noi stessi) cosa sta succedendo al web che si chiude…
tweetmeme_url = ‘http://www.lucanicotra.org/sconfitti’; tweetmeme_source = ‘lucanicotra’; Potrei, a testa bassa, commentare la cronaca dell’ennesima battaglia persa. Rischiando di apparire poco più un reporter, fare il punto….
Pingback by ScambioEtico
6 giugno 2010 alle 18:33
[...] restrittiva possibile sia per inserire in documenti ufficiali il riferimento a tale trattato. Il rapporto Gallo è un altro dei tasselli che stanno inserendo nel loro squallido disegno. Noi Cittadini abbiamo ora [...]
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